La linea dell'inutile - con note musicali Full Post View | List View
Blog inutile, mai tenuto un diario prima ... adesso provo, vediamo come va.
Ho comprato il Nokia 5800
Non perdete tempo a darmi del cretino, lo so gia'. L'ho comprato, infervorato, il 5 gennaio 2009 ... ma Mediaworld l'aveva finito. Incapace di attendere un paio di giorni l'ho comprato dove l'ho trovato, uno di quei negozi di telefonia che come minimo lo paghi 30 euro di piu'. Ma io sono smart ... e quindi l'ho pagato 60 euro in piu' di quello che e' diventato il prezzo il 7 gennaio 2009.
Pero' e' bellino. Certo devi cambiare il firmware perche' ha un sacco di bachi, poi lo devi ricambiare perche' quello nuovo risolve un paio ci cose ma ne incasina altre. E poi se vuoi installare "le applicazioni" devi fare un hard-reset con un codice in sanscrito perche' se no non funziona. Ma a Hong Kong va come un gioiello.
Come dite ?? Cosa sono le applicazioni ? Non ditemi che siete rimasti al telefono che serve per "pronto chi parla" e "mamma butta la pasta", no daiiiiiiii !! Adesso il telefono puo' diventare un contapassi, una finestra sul mondo, un videogame extragalattico, ci guardi i film e vedi pure se piove. Queste sono le applicazioni. Uh, quasi dimenticavo !!! Una delle applicazioni piu' cool e' Google Maps con streetview ... in pratica cammini in Piazza Duomo a Milano e nello schermo vedi la piazza stessa, cioe' proprio la foto, non solo la mappa. Pero' Nokia Maps non ci sta e qualche diavoleria la inventera' per fare meglio di big G.
Cosi', da refrattario homus tecnologicus, sono diventato un assiduo, costante, drogato, assurdo frequentatore di ogni sito e forum che discetta nell'intorno del mio bel telefonino.
E mi sono reso conto che quelli di Nokia devono avere bevuto troppa acquavite per scaldarsi nelle lunghe notti nordiche.
Il sito ufficiale Nokia e' inguardabile, privo di qualsiasi logica e contenuto ... quindi cosa hanno fatto ? Ne hanno generati altre decine, che ogni volta ti devi registrare con una password diversa. E comunque se vuoi fidarti devi andare sui forum (altra password) e sperare che qualche tecno-freak abbia gia' avuto lo stesso problema tuo e lo abbia risolto.
Breve lista siti relativi (e sono solo quelli ufficiali Nokia): Mosh, Forum Nokia, Discussions Nokia (perche' deve essere diverso dai forum ?!!???), Beta Labs, My Nokia (la palma dell'inutilita' fattasi sito web), Ovi by Nokia e chissa' quanti non ne ho ancora scoperti. Ognuno dei siti pare non conoscere gli altri e quindi riparte da zero nell'analisi di qualche guaio, con soluzioni naturalmente diverse ogni volta.
Pero' pero' pero'. Il giocattolino mi piace e mi permette evoluzioni acrobatiche su Facebook Mobile che prima non mi sognavo nemmeno ... in piedi sotto la pioggia in attesa di una riunione importantissima ... mentre mangi e la focaccia scodella purissimo olio ligure sullo schermo ... e in bagno con il navigatore GPS ... ebbene si, inutile negarlo, alzi la mano chi non ha mai usato il telefonino in bagno (con o senza navigatore).
E' sempre piuttosto complesso scrivere di un libro partorito da un amico. Un amico che poi nella vita per campare fa tutto un altro mestiere, un mestiere nobile e da vero spirito libero, mica come uno scrittore, un mestiere che da' questo tipo soddisfazioni ... (gulp !!?!??) Cosa fai dunque, gravido dell'idea di potergli cambiare il corso dell'esistenza :) ? Lo ipercritichi perche' vedi qualche spunto (che ritieni) di classe e speri cosi' di invogliarlo a provarci davvero ? Ma cosi' facendo ... non e' che cerchi tu stesso un "posto in paradiso" per avere il merito delle recensione ... merito peraltro assai fine a se stesso ?
Oppure lo coccoli, sperando che pero' non si addormenti sugli allori ? Lo coccoli credendo che la spinta emotiva positiva lo carichi a molla per il prossimo capolavoro. Lo coccoli anche un po' perche', casomai dovesse farcela davvero, magari un editor gli servira' ... e le coccole si ricordano sempre un po' di piu' che non le ipercritiche.
(Calexico)
Un bel dilemma. Provo a uscirne cosi' ...
La copertina non mi piace, se fossi in libreria a curiosare non comprerei mai un libro con una copertina fatta cosi' ... non rende la profondita' della trama, non rende l'atmosfera spingendola verso lidi troppo leggeri. E il linguaggio: molto migliorato dal libro precedente, mantiene pero' una impronta anch'essa leggerina. Un po' troppo leggerina.
Fine delle critiche negative. Inizio della critica positiva.
La trama e' molto bella, classica nella sua impostazione convergente che parte da due fatti apparentemente non correlati, abbastanza complessa senza diventare parossistica. Intriga senza irritare, e non e' cosa da poco. I personaggi, stavolta, sono un po' piu' tratteggiati, qualche accenno al passato, qualche riga per il carattere, qualche spunto per rifletterci sopra un po' e per generare piu' di un dubbio al lettore.
Addirittura, se provassimo a dimenticare il linguaggio per un attimo, avremmo di fronte un bel noir di antico pelo. Come gia' detto: classico si, ma originale al punto giusto. Nella mia profonda ignoranza di lettore mi pare la strada giusta ... e se tra 20 anni Fabio diventera' il nuovo Joe Lansdale potro' dire di avere il suo autografo !
(Nel frattempo, caro Fabio, mi aspetto una birra gratis per questa succulenta tirata)
E un disco anche. Curiosamente giacche´ partono da lontane motivazioni, da mani diverse, da scopi difformi.
Uno e´ il penultimo (il ragazzo sforna con regolarita´impressionamente, che manco Joe Lansdale) di Massimo Carlotto. Per chi non conosce il Carlotto consiglio una carrellata gugol, trovera´ note elegiache e note piuttosto acide ... diciamo che e´ un personaggio controverso. Io lo conosco come noirista di stanza a Cagliari e dintorni ... e tanto mi basta. Un noirista curioso, con retroterra molto politico, che traspare dalle opere anche se quasi mai in modo fastidioso. Un po´ scontato forse ma non fastidioso. Comunque tutto cio´poco c´inzerta con Cristiani di Allah, il penultimo libro appunto. Dove, tanto per cambiare, l´editore "spreca" la definizione di noir per un libro che gioca su registri un po´ diversi. E ci gioca quasi solo per poter mettere in scena una storia di amore e tradimenti degna di Shakespeare (perdono, non me ne vogliano gli estimatori seri di Shak, mi prendo ovvie licenze da blog). Intorno al fedifrago un mondo di rinnegati che tracciano, con qualche secolo di anticipo e in senso inverso, le rotte della transumanza odierna di popoli islamici verso il "mondo moderno". Liberatorio leggere di veneziani, genovesi, spagnoli e germanici agli ordini dei signori della guerra arabi (quando non addirittura schiavi). "L´Islam non divenne mai moderno perche´ fu gia´ in antico troppo moderno." E il CD allegato al libro, splendida idea, arieggia il concetto.
L´altro e´invece l´ultimo di Paolo Rumiz, giornalista e scrittore. Il Rumiz, nella mia ignobile opinione, fa parte di un ristretto gruppo di giornalisti che degno di lettura indipendentemente dall´argomento trattato, perche´ scrivono "all´olio". Gli altri sono il Gianni-trio (Brera, Clerici, Mura) e Vittorio Zucconi, ruffianaccio ma intelligente. Ordunque di Annibale tratta l´ultimo di Rumiz, Annibale il condottiero brutto e cattivo che tanta bua fece ai Romani senza dar loro il colpo di grazia. Bene ... cosa ha a che spartire con il Carlotto e il suo Allah ? Semplice: anche in questa celebrazione del mito di Cartagine si sottolinea come le grandi civilta´ (quella Romana nel caso) si siano poggiate sul multi-kulti. E come sul multi-kulti abbiano addirittura impostato strategie di sopravvivenza e conquista.
Tralasciando l´aspetto guerresco di entrambe le pubblicazioni ... ce la sentiamo di tentare un qualche parallelo con la nostra civilta´ attuale ?
Come Dio comanda ... Paraschos crea il vino. Lo avevo lasciato sulla carta della trattoria Ai Fiori di Trieste un paio di post orsono. (Cristiani di Allah, la soundtrack) L'ho cercato, selezionato, circondato e alla fine Ai Fiori sono tornato. Mi e' toccato anche cenare per poterlo gustare. E non e' stato un sacrificio :-) Ma non prima di averlo contattato, l'Alex Paraschos, che molto gentilmente mi ha risposto aprendo un mini web dialogo a base di "dove vi trovo" e "grazie per averci bevuto" e "uh che buono !". Gentile dicevo ... e mi chiedo sempre, in questi casi, come diavolo faccia uno che vive della sua cantina a trovare non tanto il tempo, bensi' la voglia, di rispondere a un carneade qualsiasi che (ben che vada) gli comprera' 6-7 bottiglie in tutta la sua vita. Quindi: lode a Paraschos. Il frutto del suo lavoro e' la Sublime Porta per chi voglia avviarsi a questi maledetti (nel senso dei poeti) vini macerati, pesi, respingenti al primo, ma tanto, tanto affascinanti sul lungo. Non estremo come Radikon, non soverchiante come Gravner, non appuntito come Podversic ... un equilibrio difficile da ritrovare.
Come Dio comanda ... Salvatores gira i film. Questo non e' mica brutto, scenari friulani che non avevo inteso (pensavo piu' a un alto Veneto), rabbiosa xenofobia impastata ad opportuna ignoranza da bassissima casta. Neonazismo, pure di rigorosa deriva ignorante. Un rapporto padre-figlio al limite di Edipo, condito egregiamente dall'ignoranza di cui sopra. Uno scemo del villaggio, rinscemito per colpa dei soliti imperialismi delle multinazionali (cit., ma non dal film). Ne viene fuori un "tinte fosche", con sprazzi di sana violenza e senza pretese da noir nostrano. Eccede forse intorno a Edipo, ma chiude degnamente. Bravo comunque (il Gabriele) a non spingere malamente il bottone "razzismo"... solo sfiorato, il tema, mantiene ancora piu' alta la sua carica emotiva. Non un capolavoro, ma euri spesi bene (peccato per i popcorn un po' possi).